Blur: la mia recensione
23 luglio 2010 at 10:39 pm Lascia un commento
Non stiamo parlando del gruppo british capitanato da Damon Albarn ma del videogioco sfornato da Activision e realizzato da Bizarre Creations, celebri per essere stati gli svilluppatori della famosissima serie “Project Gotham Racing”.
Blur è un gioco di corse automobilistiche decisamente arcade che cerca di smuovere le acque spesso stagnanti (vedi gli ultimi Need for Speed) di questo genere.
Per riuscire nell’intento i ragazzi di Bizarre Creations hanno attinto ad un classico del mondo videoludico come Mario Kart aggiungendo power up di varia natura al classico gameplay di corse aggiungendoci pou un bel po’ di tecnica (vedi la grafica) e innovazione (vedi l’integrazione dei social network e il multiplayer).
Single Player
La classica carriera ha in realtà ben poco di classico, non c’è una classifica generale da vincere e neanche una “storia”, semplicemente il gioco è diviso in gruppi di gare.
Ogni gruppo viene concluso nel momento in cui si sfida e si batte il leader. Ma per poter sfidare il leader è necessario raggiungere certi requisti che variano da gruppo a gruppo. In alcuni casi vi verrà chiesto di colpire in un certo modo i vostri nemici, in altri di mantenere una velocità minima per tutto un giro e così via. La cosa singolare è che vi potrebbe capitare di battere tutti i “leader” senza dover vincere per forza tutte le gare, anzi in alcuni casi alcune gare potreste anche non doverle affatto gareggiare!
Ma non è finita qui! Tutte le garie si basano sul sistema delle “luci” e dei “fan”. Per progedire nel gioco e poter prendere parte a nuovi gruppi di competizioni è necessario guadagnare un gran numero di luci. Queste luci sono così assegnate: tre per il terzo posto, quattro per il secondo, cinque per il primo posto. Due luci extra possono poi essere vinte nel caso in cui si superi una soglia di “fan” per ogni gara oppure si completi la “corsa fan”.
I fan non sono nient’altro che dei punti-stile sbloccabili in base alle vostre evoluzioni in gara; la corsa fan invece è un corsa nella corsa (bisogna passare all’interno di alcuni cancelli posti in sequenza).
Le auto con cui gareggiare sono tutte esatte riproduzioni di modelli reali, si va dalle inutili Hummer alle molto più performanti Lotus (divise in 4 diverse categorie), e sbloccabili a mano a mano che si guadagnano fan e luci.
Le gare tra cui competere sono di 3 tipi: una classica in cui vince chi arriva primo; una in solitario a checkpoint in cui bisogna finire il percorso entro un certo limite di tempo passando attraverso una dozzina di cancelli; e infine “distruzione”, personalmente la mia preferita, in cui tramite saette e scariche bisogna eliminare il maggior numero di avversari entro un certo limite di tempo.
Detto tutto questo mi sento di dichiarare quanto segue: Blur non è per niente facile!! L’ho giocato sempre a livello medio, e per riuscire a finirlo ho dovuto sudare le proverbiali sette camicie! Di sicuro non siamo di fronte ad un gioco dalla scarsa longevità. State attenti piuttosto a non farvi innervosire al punto di lanciare il joypad contro lo schermo!
Ottenere tutto le luci credo che sia semplicemente impossibile! a meno di essere dei fenomeni assoluti e di poter disporre di una seconda vita in cui potervi esercitare all’infinito!
Multiplayer
Anche in questo caso Blur si comporta egregiamente. In locale si ha la possibilità di giocare in split screen fino a 4 persone contemporaneamente mentre online le partite arrivano a poter ospitare fino a 20 giocatori senza che il gioco ne risenta in alcun modo. Devo ammettere di essermi concentrato molto di più sulla fase single-player ma mi pare comunque di poter dire che il multiplayer sia assolutamente solido e permetta di prolungare la vita del gioco di parecchio, soprattutto grazie allo schema ormai consolidato dell’accumulo di punti esperienza.
Grafica
Dal punto di vista grafico il gioco è un piacere per gli occhi, in particolare mi hanno conquistato il modo di visualizzare la partenza e gli effetti bagnati con schizzi sullo schermo nel momento in cui si attraversano tratti di pista bagnati.
Varie
Infine una menzione di merito per come gli sviluppatori hanno cercato di innovare inserendo l’elemento del social network nel gioco. E’ possibile infatti sincronizzare Twitter e Facebook col gioco in modo da aggiornare i vostri profili con classifiche, punteggi ed altre amenità. Non è il primo videogame con questa funzione, perchè se non erro si poteva fare anche in Uncharted 2, ma l’implementazione è ottima. Occhio soltanto a non aggiornare il vostro profilo Facebook con i punteggi di Blur se quel giorno vi siete dati malati dall’ufficio!
Concludendo
Blur risulta essere un videogioco divertente e completo sotto molti punti di vista, da consigliare sicuramente agli appassionati di giochi automobilistici e anche a quelli che amano il gioco multiplayer sia online che in locale.
p.s.
Ringrazio ovviamente Activision e Ambito5 per avermi fornito la copia del gioco
p.p.s.
qui sotto uno spot in cui Blur “sfida” Mario Kart, davvero carino.
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